LE DINASTIE SIGNORILI

 

Tra il 1400 e il 1481 si susseguirono donazioni, investiture, conquiste e successioni ereditarie che determinarono la gestione della rocca che passò tra le mani di svariate dinastie signorili. Si susseguirono celebri famiglie come i Visconti, i Bentivoglio, Alberico da Barbiano e il Cardinale Cossa.  Nel 1435 fu il turno dei Manfredi di Faenza con Guidantonio. La loro gestione della rocca continuò fino al 1481, quando Girolamo Riario (marito di Caterina Sforza) si appropriò dell’intera contea di Valdisenio, dopo essersi impossessato di Imola. Arrivando al 1500 fu il momento di Cesare Borgia, conosciuto come il Valentino. Scese tra queste valli con le sue ingenti truppe e conquistò anche Riolo. Nel 1504 fu papa Giulio II a togliere ogni tipo di autonomia a quest’area, imponendole la potestà imolose. Si trattò di un momento fondamentale per la storia di questo luogo, un vincolo che divenne perpetuo e si interruppe solamente tre secoli più tardi.

Durante il XVII secolo, l’area visse una decadenza sociale ed economica particolarmente accentuata. La Rocca divenne così un luogo destinato semplicemente ad ospitare le truppe militari di passaggio. Si alternarono truppe pontificie a quelle straniere e i disastri finanziari si susseguirono costantemente. La popolazione visse nel malcontento costante, lamentandosi in particolare di Imola e delle imposizioni finanziarie alle quali doveva sottostare Riolo. Nel ‘700 questo malumore continuò ad aumentare senza sosta e la città chiese un risarcimento per i danni provocati dalle truppe straniere. La situazione divenne sempre più critica ed i rapporti con i feudatari imolesi si volsero insostenibili, soprattutto data la grande importanza di questi ultimi all’interno del consiglio locale. Un esempio che fa comprendere la grande importanza di Imola è il fatto che il capitano-giudice, dovesse essere per forza imolese. A incrementare le discordie si aggiunse il crollo delle mura che non vennero mai ripristinate nonostante le svariate richieste.

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