LA RIPRESA

 

Gestione-del-sitoIl 7 agosto 1766 è una data importantissima per questa zona. Un esecutivo di dieci riolesi (Capodieci), alla testa dei quali si pose Giulio Cesare Costa, assieme al giurista Francesco Mazzolani, si riunì in assise senza la presenza dei forestieri. Durante questa riunione furono denunciate svariate umiliazioni, prepotenze e venne definito lo stato di schiavitù nel quale si trovava il paese. Proprio in questa situazione venne approvata una mozione contro le continue pretese da parte di Imola. Si trattava però solamente di un gruppo di pochi uomini e i tempi non apparivano ancora maturi per un cambiamento. Nel 1773, una sentenza riconfermò i privilegi feudali di Imola.

Nel 1797, con la Repubblica Cisalpina, la cittadina non poté fare altro che che seguire il destino di tutti i paesi limitrofi. Si dovette arrivare al 1815 con la Restaurazione, perché i riolesi riuscissero ad acquistare una sorta di autonomia a livello amministrativo. Per staccarsi definitivamente dallo Stato della Chiesa sarebbero state necessarie delle protezioni cardinalizie che si fecero attendere il vano. Nel 1827 il paese venne declassato a Comune semplice sotto il mandamento di Castelbolognese. Nonostante questo, a partire dal 1824 il comune ebbe un lento rilancio da attribuirsi all’opportunità di sfruttare le sue acque minerali.

Nel 1859, cadde definitivamente la magistratura pontificia e all’interno della giunta subentrarono alcuni uomini nuovi, che portarono idee innovative legate agli ideali liberali del Risorgimento. Vincenzo Fantaguzzi (1860), Anselmo Mongardi (1889), Ermenegildo Costa (1915) sono alcuni dei nomi più importanti dei sindaci che si susseguirono al comando di questo Comune, con l’intento unico di portare prosperità a livello sociale ed economico. In questo senso la crescita fu costante. Tra i simboli che fanno comprendere questa progressiva evoluzione del Comune, troviamo le costruzioni dell’orologio in piazza, l’ufficio telegrafico, il ponte di ferro sul Senio, lo stabilimento termale, l’acquedotto situato in un bastione della Rocca e la scuola elementare.

Nel 1914, venne inaugurata la ferrovia di Riolo, che ai tempi veniva chiamata “la strada ferrata”. In ogni caso la vallata offriva poche possibilità a livello economico e la scomparsa della ferrovia avvene nel 1933. Con l’arrivo della prima guerra mondiale furono molti i giovani che persero la vita combattendo contro l’invasore austriaco.